viernes, 19 de junio de 2015

Beata Margarita Rutan - Santos Remigio Isoré y Modesto Andlauer - San Rémi Isoré - Santos Gervasio y Protasio de Milán - Beato Gerlando de Caltagirone 19062015


Beata Margarita Rutan

image Saber más cosas a propósito de los Santos del día



Margarita Rutan nació en Metz en 1736. Fue la octava de quince hermanos. Su padre era tallador de piedra, maestro albañil y arquitecto. Su madre, profundamente cristiana, proporcionó a cada uno de sus hijos una educación religiosa seria y el ejemplo de una vida entregada.
En 1757, a la edad de 21 años, empezó su noviciado en la casa madre de las Hijas de la caridad en París.
En 1779, tomó, como superiora, la dirección de un hospital en Dax y rápidamente se convirtió en una pionera de la acción social, con la apertura de una escuela, la acogida de niñas abandonadas,...
Al llegar el período del Terror, las monjas del hospital quedaron encarceladas en el convento de Carmas transformado en cárcel para mujeres, mientras el de Capuchinos servía de cárcel para hombres y el palacio episcopal, de tribunal revolucionario, presidido por Pinet.
En 1792, las religiosas fueron acusadas de robo y en 1793, la hermana Rutan finalmente denunciada y encarcelada la víspera de Navidad.
Fue condenada a muerte por el tribunal revolucionario el 9 de abril de 1794 y guillotinada el mismo día por no abjurar de su fe.
Un año más tarde, el Directorio lamentó que esa mujer fuera “sacrificada de una forma inhumana por motivos cuya prueba está todavía por adquirir”.



San Modeste Andlauer

image Saber más cosas a propósito de los Santos del día


Santos Remigio Isoré y Modesto Andlauer, presbíteros y mártires
En plena persecución de los boxers contra el cristianismo, estos dos misioneros jesuitas que se hallaban en el poblado chino de Wuyi, en la mañana del día 19 de junio de 1900, al comprobar la cercanía de los boxers, se dirigieron a la capilla donde se postraron ante el altar y se entregaron a la oración poniendo sus vidas en las manos de Dios. Llegaron los boxers, rompieron las puertas y se dirigieron hacia ellos, matándolos a golpes con sus lanzas y salpicando su sangre el altar en el que tantas veces se había celebrado la santa misa.

Remigio Isore había nacido en Bambeque, Francia, el 22 de enero de 1852. En su juventud, sintiendo la vocación sacerdotal, ingresó en el seminario de Cambrai, y se preparaba para el sacerdocio, pero, atraído por la vida religiosa, pidió un tiempo de reflexión y al cabo del mismo decidió su ingreso en la Compañia de Jesús. Entró en el noviciado de St. Acheul el 20 de noviembre de 1875 y una vez hechos los votos se ofreció para las misiones. Fue enviado a China, donde completó los estudios y se ordenó sacerdote el 31 de julio de 1886. Fue un misionero energico y celoso. Estaba en la estación misionera de Weishien, Tientsin, cuando empezó la revuelta de los boxers, pero fue enviado a Changktachwang para una temporada de descanso. Cuando le llegó la noticia de la revolución, quiso volver enseguida a su puesto misional y se puso en camino, pero se paro en la estación misionera del P. Andlauer.

Modesto Andlauer había nacido en Rosheim, Alsacia, el 22 de mayo de 1847. Entró en la Compañía de Jesús en St. Acheul el 5 de octubre de 1872. Fue ordenado sacerdote en Francia en 1876 y marchó a China en 1882, entregándose a su tarea misional con gran dedicación en la misión de Wuyi. Era modesto y humilde, una persona de gran vida interior.

Fueron canonizados el 1 de octubre de 2000, dentro del grupo de 120 mártires de la evangelización en China encabezado por san Agustín Zhao Rong.
fuente: «Año Cristiano» - AAVV, BAC, 2003

San Rémi Isoré

image Saber más cosas a propósito de los Santos del día


Rémy Isoré nacque il 22 gennaio 1852 a Bambecque, in Francia. Nel 1875 stava per essere ordinato sacerdote diocesano quando chiese di essere ammesso nella Compagnia di Gesù. Nel 1882 fu inviato missionario in Cina, dove quattro anni dopo, il 30 luglio 1886, ricevette l'ordinazione presbiterale con san Leon-Ignace Mangin. Si trovava in una comunità dei gesuiti a Chiang Kiach quando ebbe inizio la rivolta dei Boxers. Mentre tornava al suo posto di missione, fece tappa a Ho-oui, dove si incontrò con il confratello Modeste Andlauer. Entrambi vennero sorpresi dai Boxers il 19 giugno 1900 nel villaggio di Ho-oui. Tutti i cristiani presenti furono radunati e vennero proposte loro due alternative: «Se andrete a destra, vuol dire che siete cristiani. Se andrete a sinistra, sarete salvi». Una trentina di persone optarono per la prima possibilità e furono massacrate. Tra questi i due missionari francesi. (Avvenire)
Emblema: Palma
Martirologio Romano: Nel villaggio di Wuyi vicino alla città di Xianxian nella provincia dello Hebei in Cina, santi Remigio Isoré e Modesto Andlauer, sacerdoti della Compagnia di Gesù e martiri, che, durante la persecuzione dei Boxer, furono uccisi mentre pregavano davanti all’altare. 
Dal primo annuncio del Vangelo in terra cinese sino ai giorni nostri, i missionari francesi, spagnoli ed italiani, nonché i cristiani indigeni, hanno subito ripetute violente persecuzioni perpetrate dai vari regimi succedutisi. Il 1° ottobre 2000 in Piazza San Pietro a Roma papa Giovanni Paolo II canonizzò 120 martiri caduti in Cina in odio alla fede cattolica tra il 1648 ed il 1930. Poiché il martirio avvenne in diverse regioni affidate dalla Santa Sede a religiosi di differenti ordini e congregazioni, i martiri sono stati divisi in gruppi secondo le loro rispettive congregazioni: Dominicani (6), Francescani (30), Gesuiti (56), Salesiani (2), e Missioni Estere di Parigi (24). Due martiri non appartengono a nessuno dei gruppi citati. La maggioranza dei martiri furono laici, ma non mancano anche alcuni vescovi, sacerdoti e religiosi. Il gruppo complessivo canonizzato da papa Wojtyla fu denominato “Santi Agostino Zhao Rong e 119 compani” e la memoria facoltativa è stata inserita nel calendario liturgico romano al 9 luglio.
L’apice delle persecuzioni in terra cinese si ebbe nell’anno 1900, con la cosiddetta “rivolta dei Boxers”: iniziata nello Shandong, diffusasi poi nello Shanxi e nell’Hunan, raggiunse anche lo Tcheli Orientale Meridionale, allora Vicariato Apostolico di Xianxian, affidato ai Gesuiti, ove i cristiani uccisi si contarono a migliaia. Secondo alcuni storici, in tale vicariato circa 5000 Cattolici offrirono la loro vita per la fede in Cristo, ma purtroppo si è a conoscenza dell’identità solamente di 3069 di loro. Fra questa immensa schiera i padri gesuiti raccolsero materiale e testimonianze circa quattro loro confratelli di origine francese (Leon Ignace Mangin, Paul Denn, Modeste Andlauer, e Remi Isore) e ben 52 laici cristiani cinesi: uomini, donne e bambini, sposati e catecumeni, il più anziano (Pablo Liou-Tsinn-Tei) aveva l’età di 79 anni, mentre il più giovane (Andrea Wang Tien-K'ing), soltanto 9 anni. Tutti subirono il martirio nel mese di luglio 1900; molti di essi furono uccisi nella chiesa del villaggio di Tchou-Kia-ho in cui si erano rifugiati ed erano in preghiera insieme ai primi due dei missionari sopra elencati. Per questo folto gruppo, denominato “Leon-Ignace Mangin e 55 compagni” fu introdotta dunque la causa di canonizzazione il 28 maggio 1948, che portò alla beatificazione il 17 aprile 1955, in seguito al riconoscimento del loro martirio avvenuto il 22 febbraio precedente, ed infine come già anticipato all’ufficializzazione della loro santità da parte di Giovanni Paolo II durante il Grande Giubileo del 2000.
Rémy Isoré nacque il 22 gennaio 1852 a Bambecque, diocesi di Cambrai. Intrapresi gli studi seminaristici, nel 1875 stava per essere ordinato sacerdote diocesano quando chiese di essere ammesso nella Compagnia di Gesù. Nel 1882 fu inviato missionario in Cina, dove quattro anni dopo, il 30 luglio 1886, ricevette l’ordinazione presbiterale con San Leon-Ignace Mangin. Si trovava in una comunità dei gesuiti a Chiang Kiach quando ebbe inizio la rivolta dei Boxers e non gli rimase che mettersi subito in cammino per tornare al suo posto di missione, Weihsien. Fece tappa a Ho-oui, dove si incontro con il confratello Modeste Andlauer per discutere circa la difficile situazione.
Entrambi vennero sorpresi dai Boxers il 19 giugno di tale anno nel villaggio di Ho-oui, ove aveva sede la missione di padre Isoré, che si fermarono nella piccola cappella della loro comunità. Tutti i cristiani presenti furono radunati sul piazzale antistante e vennero proposte loro due alternative: “Se andrete a destra, vuol dire che siete cristiani. Se andrete a sinistra, sarete salvi”. Una trentina di persone optarono per la prima possibilità e furono subito massacrate, tra i quali i due missionari francesi.
Il Martyrologium Romanum, che commemora separatamente i martiri in base agli anniversari di morte, commemora i Santi Modeste Andlauer e Remy Isoré al 19 giugno, mentre la celebrazione comune a tutti i martiri cinesi è posta al 9 luglio.

San Gervasio de Milán

image Saber más cosas a propósito de los Santos del día


Santos Gervasio y Protasio, mártires
En Milán, en la Liguria, santos Gervasio y Protasio, mártires, cuyos cuerpos fueron encontrados por san Ambrosio, que en este día los trasladó solemnemente a la nueva basílica que había edificado.
San Ambrosio, en una carta dirigida a su hermana Marcelina, relata las circunstancias en que fueron encontradas las reliquias de los santos Gervasio y Protasio, quienes, desde aquel entonces hasta nuestros días, han sido venerados como los primeros mártires de Milán. San Ambrosio cuenta que, terminada la construcción de la famosa basílica que lleva su nombre, se preparaba para la ceremonia de la dedicación, cuando se le acercaron algunas gentes del lugar para pedirle que diese mayor solemnidad al acto y repitiese el ceremonial con el que había consagrado en Roma, recientemente, una iglesia dedicada a los Apóstoles; al mismo tiempo, solicitaron que se conservaran en la nueva iglesia de Milán, algunas reliquias de santos. «Así lo haré -repuso San Ambrosio-, si es que puedo encontrar esas reliquias». Con el propósito de cumplir con su promesa (San Agustín dice que actuó de acuerdo con las informaciones que había recibido durante una visión), ordenó que se procediera a excavar en el sector de la iglesia y cementerio de santos Nabor y Félix. No tardaron en ser descubiertos los restos de dos hombres muy altos que habían sido enterrados uno junto al otro. Las cabezas estaban separadas de la columna vertebral, pero el resto de los esqueletos se halló completo. Aquellas osamentas se identificaron como los restos de los santos Gervasio y Protasio, de quienes no se recordaba nada más que sus nombres y una vaga tradición de su martirio. Las reliquias fueron trasportadas en literas a la basílica de Fausto, a donde acudió a venerarlas una gran multitud y de ahí se trasladaron a la basílica Ambrosiana, entre las aclamaciones regocijadas de la población de Milán. Las noticias que se propalaron respecto a numerosos milagros que tuvieron lugar durante la traslación de las reliquias, se consideraron como testimonios sobre la autenticidad de las mismas. Por aquel entonces se hallaban en Milán, junto a San Ambrosio, su secretario Paulino y San Agustín, y los tres mencionan en particular, el caso de un carnicero llamado Severo que estaba ciego y recuperó la vista al tocar la orla del manto con que iban cubiertos los restos de los santos mártires. El carnicero, agradecido, hizo el voto de entregarse, durante el resto de su vida, al servicio de la iglesia donde se conservaban las reliquias y ahí se encontraba todavía en 411, cuando Paulino se dedicaba a escribir la biografía de San Ambrosio.

No se puede dar crédito a las llamadas «actas» de estos dos santos, ya que están fundadas en una carta que, si bien pretende haber pertenecido a san Ambrosio, está universalmente considerada como espuria. Las «actas» dicen que Gervasio y Protasio eran gemelos, hijos de los mártires Vitalis y Valeria; sufrieron el martirio cuando estaba a punto de terminar la persecución de Nerón, diez años después de la muerte de sus padres. Se afirma que para matar a Gervasio, los verdugos utilizaron látigos armados con puntas de hierro; a Protasio, lo decapitaron. Estos dos mártires han sido objeto de muchas discusiones por parte de los historiadores. El Dr. J. Rendel Harris hizo el atrevido intento de identificarlos con los dioses paganos Castor y Polux, en tanto que otros estudiosos, se han contentado con negar su existencia. Sin embargo, la mayoría de los hagiógrafos modernos los consideran como auténticos mártires que perecieron durante el reinado del emperador Antonino, o en época anterior, y cuya historia se desconoce.

Por expreso deseo de san Ambrosio, sus restos mortales fueron sepultados junto a los de Gervasio y Protasio y, uno de sus sucesores en la sede de Milán, Angilberto II, hizo tallar un suntuoso sarcófago de pórfido para los tres cadáveres, en el siglo noveno. Hubo una época en que, a raíz de la desaparición de los restos, se supuso que el emperador Federico Barbarroja se los había llevado para distribuirlos en numerosas iglesias de Francia y Alemania, pero llegó a comprobarse que esa idea era falsa. En la actualidad, descansan en paz bajo el altar mayor de la basílica de San Ambrosio, en el mismo sitio donde fueron descubiertos en 1864. En aquel entonces se construyó una cripta para que los devotos pudiesen llegar hasta el sitio en que se ven los restos a través de un muro de cristal. Desde fechas muy antiguas, casi todos los calendarios y martirologios contienen la nota que conmemora a los santos Gervasio y Protasio en este día, 19 de junio.

Acta Sanctorum, junio, vol. IV, así como la supuesta carta de san Ambrosio en que se relata su historia.  F. Savio, Gli Antichi Vescovi d'ltalia, Milano, pp. 788-810; a F. Lanzoni, Diócesi d'Italia, vol. II, pp. 1000-1007; y CMH., pp. 325-326. Hay cierta dificultad para hacer coincidir las declaraciones de san Ambrosio y san Agustín respecto a la fecha y el día de la semana en que fueron descubiertos y trasladados los restos de los mártires; para este asunto, véase a Delehaye en Analecta Bollandiana, vol. XLIX (1931), pp. 30-34.
fuente: «Vidas de los santos de A. Butler», Herbert Thurston, SI

Beato Gerlando de Caltagirone

image Saber más cosas a propósito de los Santos del día


Beato Gerlando, religioso
En Caltagirone, de Sicilia, beato Gerlando, que, caballero de la Orden de San Juan de Jerusalén, se entregó generosamente al cuidado de las viudas y de los niños huérfanos.
Las fuentes más antiguas afirman que el beato Gerlando, llamado normalmente Gerlando de Alemania -presumiblemente de origen polaco-, fue un caballero de la Orden de los Hospitalarios de San Juan de Jerusalén, llamados más tarde Caballeros de Malta. Estaba en Sicilia en tiempos del emperador Federico II Barbaroja, donde se asentó junto a la pequeña iglesia de la Virgen del Templo, a pocos kilómetros de Caltagirone, y de esta iglesia llegó a ser custodio, actividad normal en la orden a la que pertenecía. Con amor se hizo protector de las viudas y niños huérfanos, al mismo tiempo que practicaba ásperas penitencias.

Murió hacia el 1279 y recibió sepultura en la iglesita. Inmediatamente nació el culto popular hacia el santo caballero, por lo cual unos cincuenta años más tarde, el 19 de junio de 1327, sus restos fueron trasladados a la basílica de Santiago el Mayor, en Caltagirone. Aquí se conserva aun hoy la reliquia de su craneo en una teca de plata, que se expone a la pública veneración en distintas ocasiones, mientras que el resto del cuerpo se guarda en el relicario de la basílica. Como se desconoce la fecha de su muerte, se ha fijado su inscripción en el aniversario del traslado de reliquias.
fuente: Santi e Beati

No hay comentarios:

Publicar un comentario